17 Ottobre 2011
Latte ovino, per salvare la produzione servono prezzo base e snellimento di costi e procedure per lo smaltimento delle carcasse

Fausto Ligas, presidente Coldiretti Siena: "Occorre creare un virtuoso equilibrio tra allevatori, trasformatori e consumatori, per vincere la sfida sul prezzo e sulla competitività delle produzioni tipiche a tutto beneficio del sistema Toscana"

A rischio il futuro della pastorizia senese. A dirlo è Coldiretti Siena che lancia l'allarme su due pesanti problematiche che incidono negativamente sulla produzione di latte senese e toscano: il prezzo alla stalla e le aggressioni dei predatori alle greggi. Gli allevatori senesi fanno pressing sulla Regione Toscana per aprire entro novembre il tavolo delle trattative per siglare un accordo di filiera, in linea con il lavoro di concertazione svolto per il 2011 da Regione e allevatori a tutela di qualità, destagionalizzazione e prezzo minimo garantito del latte toscano. "Fino al 31 dicembre il prezzo del latte è stabilito ma – spiega Fausto Ligas, presidente Coldiretti Siena – è necessario siglare un nuovo accordo di filiera entro la fine di novembre. E’ un atto fondamentale per valorizzare veramente il latte ovino toscano". Insieme al prezzo del latte della nuova campagna 2012, secondo Coldiretti, è in pericolo anche il destino di un settore che in Toscana conta 1.000 aziende, 470.000 capi ovicaprini di cui oltre 115.000 solo nel senese e una produzione di 60 milioni di litri di latte made in Tuscany. <>. In questo delicato equilibrio per la pastorizia locale, si inserisce anche il piano di intervento – circa 600 mila euro - varato prima dell’estate dalla Regione Toscana a sostegno della qualità, della promozione e della valorizzazione del pecorino fatto con latte toscano. Coldiretti plaude al lavoro svolto fino ad ora dalla Regione ma richiama l’attenzione sulla campagna 2012 per siglare l’accordo, rispetto all’anno precedente, in tempi più celeri.
L’altra grande problematica, mai risolta, per la pastorizia senese riguarda la questione dei predatori, che negli ultimi anni ha fortemente compromesso l'andamento delle aziende agricole dedite all’allevamento ovicaprino. Su questo fronte Coldiretti Siena chiede alle istituzioni locali, oltre ad una efficace attività di contenimento, anche lo snellimento delle procedure per la creazione di “cimiteri aziendali” e la predisposizione dei cosiddetti “container di smaltimento”, che consentono all'allevatore di non subire, oltre al danno diretto causato dell'uccisione dei pecore e agnelli, anche l'ingente perdita monetaria (il costo varia da 150 a 200 euro a capo) per l'eliminazione delle carcasse. "Se tutti gli attori della filiera fanno la loro parte e si impegnano – conclude Ligas – nella reale valorizzazione di prodotti al 100% toscani, trasformati a marchio Toscana Dop, diventa possibile creare un virtuoso equilibrio tra allevatori, trasformatori e consumatori. Serve una reale sinergia di forze e soggetti in grado di vincere la sfida sul prezzo e sulla competitività delle produzioni tipiche a tutto beneficio del sistema Toscana". Un sistema a cui la provincia di Siena contribuisce in maniera significativa grazie ai 112.523 ovini e ai 2.390 caprini allevati dai pastori del territorio.

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