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25 Febbraio 2016
AGROMAFIE, LA PROVINCIA DI SIENA LE TIENE A DISTANZA

 Mafia? No, grazie! La provincia di Siena è una delle meno colpite in Italia dal fenomeno delle agromafie. Si colloca all'83° posto, ultima di tutte le toscane. Pistoia e Grosseto le più infiltrate.

È quanto emerge dall’Indice di organizzazione criminale (Ioc) elaborato dall’Eurospes nell’ambito del quarto Rapporto agromafie con Coldiretti ed Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e sul sistema agroalimentare, che si fonda su 29 indicatori specifici e rappresenta la diffusione e l'intensità, in una data provincia, del fenomeno dell’associazionismo criminale.

Pistoia e Grosseto, rispettivamente al 39°  (35,1 di coefficiente di Indice di Organizzazione Criminale) e 50°(26,9 IOC) posto in Italia, sono in cima alla classifica delle province toscane, seguite da Prato al 57°(24 IOC), Arezzo al 58°(23,9 IOC), Livorno al 64° (20,2 IOC), Firenze al 70°(18,8 IOC), Pisa al 73°(17,1 IOC) e Lucca al 78°(14,3 IOC), che si trovano nella fascia “medio bassa”.

Nella fascia bassa accanto a Siena (12,1 IOC) troviamo la provincia di Carrara all'82°(12,5 IOC) posto. Il dato senese è rassicurante ma bisogna tenere sempre alta l'attenzione su questi fenomeni.

Nel 2015, sono stati 170 gli immobili confiscati e 28 le aziende sequestrate in Toscana alla criminalità organizzata. Il rapporto evidenzia che dei 170 immobili confiscati al 30 settembre che proiettano la Toscana al dodicesimo posto (1%), 40 sono gli immobili destinati, 128 in gestione totale e 2 usciti dalla gestione. Per quanto riguarda le aziende si contano 40 beni destinati, 16 in gestione e 11 usciti dalla gestione. Secondo Coldiretti il business delle agromafie a livello nazionale ha superato i 16 miliardi di euro nel 2016.

Nell'elenco dei reati commessi dai clan possiamo trovare: usura, racket estorsivo, sottrazione di bestiame, macellazioni clandestine, furti, lievitazione dei prezzi di frutta e verdura fino a 4 volte nella filiera che va da produttore al consumatore, infiltrazione nel settore del trasporti e della logistica.

In cima alla black list dei settori più colpiti dalle frodi salgono la ristorazione, la carne e le farine, pane e pasta (il dato riferito al valore dei sequestri effettuati dai Nas nel 2015).

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