27 Aprile 2011
In aumento le stragi di ovini

Trequanda, primi mesi del 2011, morti 36 ovini a causa dei lupi. Fausto Ligas, presidente di Coldiretti Siena: “Chiediamo alla Provincia di Siena interventi urgenti per arginare una situazione drammatica, che pesa sempre di più nelle tasche degli agricoltori”

Bilancio negativo nei primi mesi del 2011 per la pastorizia senese. Un allevatore di Trequanda in soli tre mesi ha visto morire 36 capi tra agnelli e pecore. Sono i certificati della Asl a documentare il triste record di stragi di ovini avvenute a causa delle aggressioni da lupi. “È esponenziale – commenta Fausto Ligas, presidente di Coldiretti Siena - l’aumento di attacchi alle greggi da parte di branchi di lupi. Le segnalazioni arrivano da tutti i territori della Provincia di Siena, alla quale i nostri allevatori chiedono interventi urgenti per arginare una situazione drammatica, che pesa sempre di più nelle tasche degli allevatori”. Alle ingenti perdite di capi, si sommano gli onerosi costi sanitari e di smaltimento delle carcasse azzannate e uccise. Per ogni capo abbattuto dai feroci attacchi di lupi affamati, l’allevatore deve sostenere un costo di oltre 60 euro per lo smaltimento.
 
Il caso - “Alla perdita di ogni animale – denuncia Niccolò De Gori, allevatore Coldiretti di Trequanda – devo sommare i costi legati al trasporto, all’abbattimento e all’incenerimento della carcassa. Nel 2010, dopo aver perso ben 69 capi a causa delle continue aggressioni – continua De Gori – sono stato costretto a chiudere il mio caseificio, attivo da 50 anni, e licenziare il personale”. Se vengono a mancare le pecore manca, infatti, anche la produzione di latte e si arresta la virtuosa filiera del pecorino che nel senese rappresenta un’eccellenza. “A questo si aggiunge - prosegue Ligas – che i lupi responsabili delle aggressioni sembrano essere ibridi”. Una caratteristica già denunciata nel 2009 in occasione della manifestazione “Cantieri della biodiversità”, durante il workshop "L'ibridazione tra animali selvatici e domestici: una minaccia per la biodiversità” promosso da Federparchi, Ispra e Provincia di Siena. “Non vorrei – aggiunge Ligas – che l’inserimento dei lupi nel nostro territorio, per il contenimento della sovrappopolazione di caprioli e cinghiali, fosse avvenuto con ibridi. Il sospetto nasce dall’assenza di  randagismo nel nostro territorio, fenomeno invece denunciato oggi come causa di soggetti ibridi”.
 
Pastorizia in crisi – Le aziende agricole chiedono quindi maggiore attenzione alle problematiche della pastorizia soprattutto in un periodo di crisi economica, in cui è vitale arginare perdite e danni. “Per la sopravvivenza degli allevamenti ovini – commenta Massimiliano Volpone, direttore di Coldiretti Siena - occorre stabilire un giusto equilibrio tra territorio e fauna selvatica. Il ripopolamento del lupo non deve assolutamente portare al dissesto economico delle piccole e medie aziende locali. La pastorizia – conclude Volpone - non è solo la principale fonte di reddito di molte aziende senesi, ma anche un volano per l’economia dell’intera area, per questo è importante attuare politiche in grado di ridurre drasticamente gli attacchi alle greggi”.