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28 Luglio 2017
Incendio all’Amiata, i danni sono ingenti

Gli incendi che hanno coinvolto la zona dell’Amiata, in particolare l’area di Piancastagnaio, hanno bruciato molti ettari di oliveto e messo in grosse difficoltà tante delle aziende agricole che operano in quell’area geografica. La zona sud della provincia di Siena è stata colpita da un terribile incendio cominciato a Piancastagnaio il 9 luglio che ha fatto molti danni alle aziende agricole del territorio e che è andato avanti bruciando a più riprese. Un successivo ingente focolaio è stato quello riaccesosi il 21 luglio intorno alle 10 di mattina in località San Martino nel Comune di Piancastagnaio. Qui le fiamme sono arrivate a lambire il centro abitato facendo scattare l'ordine di evacuazione per circa 120 persone. Sul posto sono intervenuti 4 elicotteri della flotta regionale e diverse squadre a terra di volontari e Vigili del Fuoco.

“Su questa disastrosa vicenda degli incendi la speranza è che si riesca a spegnere definitivamente ogni focolaio il prima possibile – queste sono state le dichiarazioni a caldo del direttore di Coldiretti Siena, Simone Solfanelli – per ritornare alla normalità velocemente, e permettere alle aziende di ripristinare le loro attività, senza ulteriori ritardi e con il massimo sostegno”.  

Il fuoco ha messo a repentaglio anche alcune aziende agricole e le persone che vi abitano. Quello che ha preoccupato è stata la situazione complessiva: non è stata del tutto stabilizzata per settimane. Infatti nei giorni successivi all’inizio dell’incendio venivano continuamente individuati incendi sparsi. La situazione è stata comunque monitorata 24 ore su 24 dagli addetti alla prevenzione anche con l’utilizzo di elicotteri.

Per i produttori agricoli che hanno subito danni a causa degli incendi è possibile presentare le segnalazioni danni da inoltrare al Comune di Piancastagnaio, la Coldiretti mette a disposizione la propria assistenza e la compilazione delle domande.

I mezzi aerei impiegati per domare l’incendio, nella prima fase, sono stati: 2 Canadair, i quali hanno operato per due giorni, e elicotteri che invece sono stati impiegati per 3 giorni. La situazione a terra ha visto il dispiego escavatori, pale meccaniche e ruspe per un totale di 400 ore di macchine, e 6.000 ore di personale che ha lavorato per domare le fiamme e impedire che l’incendio dilagasse. A tale impiego di risorse si devono poi aggiungere quelle messe in campo con l’incendio del 21 luglio, ancora in fase di quantificazione esatta.

L’incendio di Piancastagnaio si inserisce in un contesto nazionale di eventi simili, e spesso dolosi, che hanno messo in ginocchio il Paese. Secondo la Coldiretti ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. “Oltre alla drammatica perdita di vite umane, gli incendi – sostiene la Coldiretti – hanno pesanti effetti dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità (distrutte piante e uccisi animali) e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del Paese e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici.”

La speranza più grande è che si trovi presto una soluzione e si mettano in campo delle politiche in grado di lavorare sulla prevenzione, per fermare gli incendi ancor prima che nascano.

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