2 Aprile 2020
PANDEMIA COVID-19: MISURE DI EMERGENZA PER IL SETTORE AGROALIMENTARE.

I risultati delle indagini sociologiche e di mercato legati alla pandemia Covid-19, insieme alle informazioni che vengono direttamente dagli operatori, offrono un quadro di emergenza che viene fuori in tutta la sua drammaticità.
Non solo appare evidente come alcuni comparti dell’agricoltura siano colpiti con durezza (in primis tutto il sistema che ha come canale esclusivo o prevalente l’Ho.re.ca., il sistema dell’offerta agrituristica e il comparto del florovivaismo), ma anche come l’agricoltura ritorni ad essere prepotentemente un settore assolutamente strategico per il Paese.
Assicurare gli approvvigionamenti torna ad essere un tema di sicurezza nazionale e la sfera cognitiva dei cittadini incamera progressivamente l’importanza dell’agricoltura e della produzione di cibo nella loro vita.
Inoltre assicurare sicurezza alimentare e vitalità delle imprese agricole nei territori rurali è il primo passo per garantire la tenuta sociale del Paese; sempre più provato. In questa prospettiva va rilevato come la possibilità di iniettare liquidità nel sistema da l’opportunità di garantire nuove importanti occasioni di impiego nelle attività agricole, che nelle prossime settimane, in particolare nel meridione, avranno bisogno di volumi consistenti di manodopera per le lavorazioni stagionali.
Il settore va aiutato per evitare che si perdano porzioni importanti di questo sistema con il conseguente pregiudizio per una parte consistente dell’offerta nazionale di cibo.
 
Come sostenere l’agricoltura in questa emergenza? Soprattutto con quali risorse?
La risposta a queste domande innanzitutto richiede a tutti ed in particolare al policy maker di essere consapevoli che la straordinarietà della situazione necessita di interventi al di fuori delle “regole ordinarie”.
Se delle risorse ci sono e sono dedicate all’agricoltura oggi vanno usate con formule straordinarie. Ci si riferisce alle risorse dello Sviluppo Rurale, dal cui budget per il periodo 2014-2020, residuano oltre 11 miliardi di euro (comprensivi di cofinanziamento nazionale), che sarebbe folle pensare di utilizzare secondo le modalità “regolamentari”. Alternativamente potrebbero essere utilizzate, in modo anticipato, le risorse dello Sviluppo Rurale per le annualità 2021-22 (oltre 6 miliardi di euro).

Le risorse dello sviluppo rurale possono essere utilizzate perché:
- parte di queste risorse sono già a rischio disimpegno e una larga parte lo sarà in futuro;
- nel contempo è difficile immaginare che ci sia un ricorso nel prossimo futuro a consistenti interventi strutturali.
Chi investirà nei prossimi mesi?
Quali giovani faranno primo insediamento e si metteranno a costruire ad esempio una cantina? Ma soprattutto oggi ha senso preoccuparsi dei nuovi o garantire la sopravvivenza a quei giovani che si sono insediati qualche mese/anno fa?
Ha senso continuare a finanziare le misure dei GAL?
La lista dei quesiti con risposta scontata potrebbe continuare…

Allora, perché non utilizzare queste risorse, almeno in parte, in modo diverso per immettere liquidità nel sistema e fronteggiare la crisi?
Ci sono alcuni punti da mettere a fuoco per dare concretezza a questa ipotesi:
1. Svincolare l’uso delle risorse necessarie dalle attuali regole che presidiano il funzionamento delle misure dello sviluppo rurale.

(Ad oggi potrebbero essere disponibili risorse per oltre 11 miliardi di €; vedi elenco allegato. Ipotesi alternativa per il recupero delle risorse è l’anticipazione di parte delle somme riferibili all’annualità 2021 – 2022 della programmazione dello Sviluppo rurale).

2. Costituire una misura nazionale:
FONDO STRAORDINARIO PER IL SOSTEGNO AL SETTORE AGRICOLO.

3. Definizione degli interventi del FONDO STRAORDINARIO:
A) Aiuto a superficie per le imprese presenti nel registro INPS.
Pagamento a superfice aggiuntivo ed eccezionale.
1.000 € ad ettaro (300 €/ha per i pascoli) per un massimale di 50.000 €/impresa, da cui scorporare il costo del personale fino ad un contributo massimo di 250.000 €/impresa.
Costo indicativo 5,5 miliardi di euro. 
B) Interventi per il ristoro dei danni da eventi naturali avversi (cimice, gelate, trombe d’aria etc.) delle annate 2019/20. 
Ristoro anche dei danni coperti da strumenti assicurativi.
Prevedere un rimborso differenziato che comunque premi chi si è assicurato oltre la concorrenza delle compagnie assicurative.
Individuazione delle aree, stima della perdita ad ettaro per singola coltura e compensazione senza accertamento del danno, con il supporto delle stime ISMEA.
Costo indicativo 1 miliardo di euro.
 
C) Interventi per i giovani già insediati negli ultimi tre anni.

Abbattere del 50% l’eventuale quota di co-finanziamento su investimenti.
Costo indicativo 150 milioni di euro.
Da valutare, se i conti lo consentono, l’estensione della misura anche ad altri imprenditori non giovani che stanno sviluppando investimenti a valere sul PSR.

D) Interventi supplementari per il benessere animale.
Misura finalizzata a migliorare le condizioni degli animali, che agevoli il ricorso a pratiche e tecnologie atte a promuovere migliori condizioni nel comparto zootecnico.
Costo indicativo 500 milioni di euro. 

All. RISORSE DISPONIBILI.
Risorse totali 11.981,7 milioni di €.

1. FA 2A “Ristrutturazione Az. Agricole con problemi strutturali e quota mercato esigua”: residuano 2,23 Miliardi di euro (di cui 1,1 Miliardi di quota Feasr);
2. FA 2B “Ricambio generazionale”: residuano 1,3 Miliardi di euro (di cui 640 Milioni di quota Feasr);
3. FA 3A “Regimi qualità, promozione, filiere corte, associazioni produttori”: residuano 1,3 Miliardi di euro (di cui 646 Milioni di quota Feasr);
4. FA 3b “Gestione rischio”: residuano 797 Milioni di euro (di cui 360 Milioni Feasr);
5. P4 “Preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi”: residuano 2,95 Miliardi di euro (di cui 1,5 Miliardi Feasr);
6. FA 5A “Rendere efficiente l’uso dell’acqua in agricoltura”: residuano 468 Milioni di euro (di cui 239 Milioni Feasr);
7. FA 5B “Rendere efficiente l’uso energia nell'agric. e indust. Alim”: residuano poco più di 22 Milioni di euro (di cui, poco più di 9 Milioni Feasr);
8. FA 5C “Favorire approvvigionamento e utilizzo fonti energia rinnov. sottoprodotti, residui e materie non alim. per bioeconomia”: residuano 394 Milioni di euro (di cui poco più di 65 Milioni Feasr);
9. FA 5D “Ridurre emissioni metano e protossido di azoto”: residuano 80,4 Milioni di euro (di cui poco più di 35 Milioni Feasr);
10. FA 5E “Promuovere sequestro carbonio nel sett. agric. e forest. ”: residuano 462,3 Milioni di euro (di cui poco più di 213,4 Milioni Feasr);
11. FA 6A “Favorire la diversificazione, creazione nuove piccole imprese e occup.ne”: residuano 322 Milioni di euro (di cui 181,3 Milioni Feasr);
12. FA 6B “Stimolare lo sviluppo locale in zone rurali”: residuano 1,23 Miliardi di euro (di cui 612 Milioni Feasr);
13. FA 6C “Accessibilità, uso e qualità ITC in zone rurali”: residuano 426 Milioni di euro (di cui 194,4 Milioni di quota Feasr). 

 
Fonte: Elaborazioni Coldiretti su Rete rurale nazionale, bollettini Mipaaf-AGEA e report trimestrali.