31 Maggio 2011
Zootecnia, contributi per gli allevatori senesi

Cinta senese e asino amiatino tra le razze in via di estinzione del programma di Sviluppo Rurale della Toscana sulla “Conservazione delle risorse genetiche animali”. Coldiretti Siena informa che scadono il 30 giugno i termini per presentare le domande

Contributi per la conservazione della razza agli allevatori del maiale con il “colletto bianco”. E’ la cinta senese, una delle razze italiane più radicate e conosciute, che oggi è a rischio estinzione. Una produzione annuale, quella della Cinta Senese, che non arriva a 2.000 capi e che dei 155 allevamenti presenti in Toscana, ne conta 76 solo in provincia di Siena. A comunicare la possibilità di presentare le domande è Coldiretti Siena (info su www.toscana.coldiretti.it) che informa gli allevatori che c’è tempo fino al 30 giugno per presentare le domande per usufruire dei contributi. Stesso termine per le domande annuali di pagamento che devono essere presentate dalle imprese ammesse al regime di aiuto sui bandi degli anni 2008, 2009 e 2010. Gli allevatori di cinta senese e asino amiatino possono quindi beneficiare dei contributi messi a disposizione dalla misura 214 – b1 del programma di Sviluppo Rurale della Toscana sulla “Conservazione delle risorse genetiche animali”. Il contributo – 30 euro a capo – sarà pagato ogni anno, per cinque anni, e può essere erogato solo per i capi iscritti regolarmente al libro genealogico. Una misura importante per le due razze senesi che hanno fatto la storia di questo territorio.

La cinta senese - Testimonianze dell’allevamento e della trasformazione delle carni della Dop “Cinta Senese” le troviamo anche nell’affresco trecentesco di Ambrogio Lorenzetti nell’allegoria del “Buongoverno”. Il consumo di queste carni nei secoli è cresciuto, tanto che Bartolomeo Benvoglienti lo cita nel “Trattato de l’origine et accrescimenti de la Città di Siena” del 1571 e il dott. Dondi della cattedra ambulante di agricoltura di Siena definì la cinta senese “la più antica razza italiana adatta al duro ambiente delle colline e della montagna toscana”.

L’asino amiatino – Specie autoctona del Monte Amiata è in via di estinzione. L'Asino dell'Amiata è stato dichiarato razza a rischio d'estinzione dalla Commissione responsabile delle Biodiversità del Parlamento europeo, dalla FAO (2000) e dal Monitoring Institute for Rare Breed and Seed in Europe (2001). Nel 2009, la Coldiretti ha verificato un incremento nell'allevamento degli asini e la razza Amiata risultava la più allevata, con 52 allevamenti e 984 capi in totale. Numeri importanti raggiunti grazie alle misure per la conservazione della biodiversità, iniziate nel 1992, quando la Conferenza delle Nazioni Unite per l'Ambiente e lo Sviluppo ha riconosciuto la necessità di assicurare la conservazione delle risorse genetiche delle specie domestiche incluse in Agenda 21 e nel testo della Convenzione sulla Biodiversità. Il patrimonio genetico delle diverse razze e varietà, infatti, ognuna con particolari caratteristiche di fertilità, robustezza, resistenza al freddo e alle malattie, potrebbe venire in soccorso a genotipi più produttivi, ma anche più fragili. La conservazione delle razze è importante anche da un punto di vista socio-economico ed ecologico, perché l'allevamento di molte razze autoctone supporta le economie locali di aree marginali e contribuisce alla gestione più rispettosa degli habitat seminaturali.